Il saggio di danza: drammi da mamme


Donne che avete generato maschietti fanatici solo di calcio e rugby, o di femminucce che sputano come lama alla sola vista di un tutù: ritenetevi miracolate, perché non vivrete mai il dramma del saggio di danza, non dovrete mai rinunciare a un viaggetto coi pupi appena terminata la scuola!


Il saggio di danza è quel rito che annualmente investe inesorabilmente le famiglie delle pargole e dei pargoli toccati dal sacro fuoco di Billy Elliot: per i primi 3, 4 saggi, ancora qualche dolce, materno sorriso con la testa delicatamente inclinata nascerà sui vostri visi, beh... godeteveli!
Perché all'annuncio del quarto/ quinto saggio di danza, inizierete a porconare come Sgarbi rimasto chiuso fuori da un museo alle 4 del mattino.

A nulla serviranno i vostri tentativi di convincere le piccole tutù munite a rinunciare: io ho proposto, nell'ordine, un fine settimana a Tokyo, di diventare azionista della Mattel per avere più potere decisionale sulla scelta dei tagli di capelli delle Barbie e infine una minicar per andare al parco giochi accanto a casa, al compimento del 9° anno di età: NIENTE!
Le piccole ballerine sono irremovibili!

Quindi preparatevi ad estenuanti sessioni di prove a teatro, ricerche infinite di roselline color cremisi del diametro di 1,8 cm, con cui decorare il tutù cucito per l'occasione da Re Giorgio in persona (Armani, naturalmente), e gruppi whatsapp di poveri genitori come voi, con i quali vi metterete d'accordo per i massacranti turni di presa in carico/prove a teatro/riconsegna al domicilio delle orde di delicate, piccole danzatrici.

L'unica possibilità per organizzare in libertà un bel viaggetto coincidente con la chiusura della scuola è iscriverle fin da piccolissime a un corso di 'guerra con la vernice', avrete meno rogne!
Date retta!







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