Come organizzare un viaggio con bambini: i timori (comuni ma inutili) delle mamme


Organizzare un viaggio da sole è divertente, emozionante, nonché fonte di ansia e piccole crisi di panico.
Diciamocelo: figo è figo partire da zero, leggere le guide di viaggio, spulciare informazioni su Internet (certo voi siete fortunatissime perchè avete questo GENIALISSIMO blog da seguire come un faro nella buia notte dei viaggi con pupi ...ehm, dite è troppo? Vabbè...)

Dicevo, ho notato che quando una mamma chiede consigli per organizzare un viaggio, spessissimo inizia il periodo con un rasserenante "AIUTO! cerco info per..." e io sono come voi eh, sia chiaro! Entro in modalità panico da quando inizio a monitorare i voli a quando atterro nel Paese che ho scelto di visitare, per poi rilassarmi come un panda tra il bambù rendendomi conto che era tutto semplicissimo e non c'era affatto ragione di agitarsi come Sgarbi durante un'intervista con le Iene.
Per dire.

Ma mi chiedo why-pecchè?
Perchè sia la mamma che organizza il suo primo viaggio fai da te, sia quella più scafata e abituata a farlo da anni e anni e aaaanni, comunque chiede "AIUTO!", scritto maiuscolo e con il punto esclamativo?

Perchè ci facciamo prendere dal panico e dall'ansia di:
spendere troppo per quel volo, cannare la meta, cannare l'hotel, cannare il periodo e trovarsi in bikini in mezzo ai monsoni, essere truffate, portare i nostri pargoletti in un covo di finlandesi cannibali e altre amenità similari?

Perchè 98 volte su cento la responsabilità dell'organizzazione è quasi unicamente sulle nostre spalle,
perchè siamo noi (affette da Wanderlust) a spingere sempre per la prossima partenza,
ma soprattutto perchè temiamo lo spietato giudizio di chi ci sta attorno, che molto spesso vede in noi mamme viaggiatrici una sorta di moderno mostro disposto a tutto pur di non rinunciare alla meta esotica (e, nota bene che nella definizione di meta esotica ci sta tutto: dal fine settimana a Pinarella di Cervia all'Australia coast to coast, dipende dal soggetto giudicante)

Invece care mamme svaligiate lasciatevi dire che il nostro non è egoismo, è solo saggio desiderio di far innamorare i nostri pargoli del mondo e di chi lo abita.
Quindi stampate le carte di imbarco, chiudete le valigie e, spostandovi con nonchalance una ciocca di capelli, sussurrate un liberatorio e raffinatissimo "ma va a cagher!".
FUNZIONA!





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