Mamme che scelgono mete di viaggio adatte ai bimbi

Il vero tabù di noi mamme viaggerelle è scegliere una meta non adatta ai nostri figli:
ormai siamo disposte a tutto, siamo delle specie di sante laiche pronte a imbarcarci in ogni genere di avventura, anche le più ignobili pur di fare contenti i nostri figli.

Parchi a tema, giostrine, piscine riempite di pallette, casette sugli alberi, giri sui pony che gli anelli di Saturno a confronto sò njente: la leggenda narra di mamme giunte addirittura a Disneyland Paris... ma cosa dico Paris? Disneyland Tokyo! Ho le prove di care amiche con le orecchie di Minnie e il kimono...


Ebbene sì! Le mamme arrivano ovunque.
Non solo dove i figli vogliono andare, arrivano oltre: arrivano in luoghi che i figli ignorano beatamente, tipo una al caccia al tesoro in un museo (fatto!), un giro in kayak in mezzo ai ruscelli montani (fatto!), una gita in mongolfiera (...azz, manca!).

Le mamme organizzano la qualsiasi: da una 24 ore a Legoland, ad una fuga al museo della cacca di Tokyo (esattamente il museo della Scienza Miraikan).
Nulla le può fermare!

Io ad esempio conosco una poraccia che, a Tokyo, ha portato la creatura in un appartamento dove, pagando una tariffa oraria, si potevano accarezzare orde di felini annoiati e palesemente infastiditi dalla presenza degli umani paganti.
ma questa è un'altra storia, 'na storia trisssste...

Eccola:
Tokyo: mò son gatti amari!

Ma non pensiamoci e guardiamo verso un roseo futuro,  perché prima o poi riusciremo a portarli ad un tour di 24 ore di film di Eizenštein, in lingua originale, durante una crociera tra i fiordi norvegesi.
Naturalmente durante i sei mesi di buio più totale o una settimana alle Maldive senza preoccuparci del "metti il cappellino, bevi tanta acqua e vieni che ti metto la protezione mille".

Teniamo duro Mamme Svaligiate, ce la faremo!


La VERITA' è che il futuro è roseo mie care;
la VERITA' è che non è affatto vero l'adagio che vi vieni ripetuto con aria luciferina da pseudo amiche/parenti rosiconi, "figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi": o meglio non è applicabile in ambito 'organizzazione viaggi con prole'.

Vado a spiegare: il mio personalissimo trascorso di mamma organizzante viaggi con famiglia al seguito, è stato un percorso in discesa.
I primi viaggi con la pupa piccina erano tutto un turbinio di ansie, di timori, di pensieri notturni e sensi di colpa (il più delle volte alimentati da chi attorno a me poneva subdole domande, del tipo "Ma viaggi per te o per la piccina? Forse una vacanza nella solita spiaggia serebbe più appagante per lei, non troviiii?"), quindi cercavo di fare davvero l'impossibile per rendere il viaggio a misura di bambino; oggi mi rendo conto (arriva la scoperta dell'acqua calda, pronteeee?) che se noi mamme e papà ci poniamo in modo sereno e rilassato i pupi di solito rispondono con il medesimo tipo di comportamento e, soprattutto con il passare degli anni, saranno sempre più loro che si adatteranno alle nostre esigenze piuttosto che il contrario: il che non significa che io stia organizzando un trekking sulle Ande durante il quale farò masticare foglie di coca a mia figlia, ma di certo non mi passerà neanche per l'anticamera del cervello alcun dubbio riguardante una full immersion di 3 giorni di musei.

Quindi ribadisco: teniamo duro care Mamme, perché non solo ce la faremo, ma passeremo con aria tronfia e sopracciglio alzato da una sala del Louvre ad una degli Uffizi, con i piccoli al nostro fianco (eventualmente legati... ma non stiamo a guardare er capello!)


Nella foto sopra:
"Signora mia, ma che ce l'ha fatta a portare il nano al museo? Ma nun je rompe?"
"Ma 'n pochetto, giusto tanto così"
 





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